Led Zeppelin. Il Tuono e la Fiamma Il tuono e la fiamma del rock britannico - Extra Music Magazine
19 Febbraio 2026

Esistono fenomeni che smettono di essere musica per diventare paesaggio culturale. I Led Zeppelin sono stati una delle più grandi band rock della storia, capaci di ridefinire il concetto di rock e di popolare attraverso i tempi in una complessità che ancora oggi appare insuperata. È un dato di fatto. Nel suo nuovo saggio, “Led Zeppelin. Il tuono e la fiamma del rock britannico”, edito da DiarkosGuido Michelone si immerge in questa materia incandescente con la precisione dello storico e la visione del critico di razza.

Esistono fenomeni che smettono di essere musica per diventare paesaggio culturale. I Led Zeppelin sono stati una delle più grandi band rock della storia, capaci di ridefinire il concetto di rock e di popolare attraverso i tempi in una complessità che ancora oggi appare insuperata. È un dato di fatto.

Nel suo nuovo saggio, Led Zeppelin. Il tuono e la fiamma del rock britannico, edito da DiarkosGuido Michelone si immerge in questa materia incandescente con la precisione dello storico e la visione del critico di razza.

Il titolo scelto da Michelone non è a caso, e nemmeno è un vezzo estetico. È la chiave di lettura di un intero universo, non solo sonoro. Il Tuono rappresenta la fisicità tellurica, il battito primordiale dei tamburi di John Bonham e la sapienza architettonica del basso di John Paul Jones, mentre la Fiamma evoca il lirismo ancestrale di Robert Plant e il genio alchemico di Jimmy Page.

Michelone analizza come l’unione di questi elementi abbia generato un delirio di onnipotenza creativo, capace di far coesistere l’oscurità delle leggende norrene con la solarità dionisiaca del palco. La tesi di Michelone emerge chiara: i Led Zeppelin sono stati un esperimento sociale fondato su potenti dualismi, sospesi tra la purezza dell’arte e il pragmatismo dell’industria, tra la spinta rivoluzionaria e la logica del capitale. Sono stati in grado di codificare l’oscuro, traducendo il simbolismo occulto di Aleister Crowley e le nebbie del folk britannico in un linguaggio universale.

Attraverso un mistero calcolato con il rifiuto di singoli radiofonici, il silenzio stampa, l’assenza dalle tv, hanno creato una distanza in grado di generare un legame tribale con i fan. Essere seguaci del Dirigibile significava appartenere a una setta iniziatica, custodi di un segreto inaccessibile ai profani. Persino i simboli del quarto album, privi di senso univoco, sono diventati un codice condiviso: un logo di appartenenza scarabocchiato sui banchi o cucito sulle giacche, dove il mistero si faceva, paradossalmente, lingua comune.

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