Angelo Rossi ripercorre la straordinaria cavalcata del Napoli culminata con il terzo scudetto della sua squadra, in un ideale diario di bordo che considera i fatti di campo alle reazioni di una città che vive in perfetta simbiosi con la sua squadra. Ne abbiamo parlato con l’autore.
Il libro é frutto dell’emozione data dalla vittoria del campionato o é un progetto al quale ha pensato giornata dopo firmata?
E’ un progetto nato a inizio anno, tra gennaio e febbraio, quando si era capito che il Napoli non sarebbe stato una meteora e che il vantaggio accumulato in classifica non era occasionale. Insomma, avevamo la percezione che lo scudetto era possibile.
Il tifoso Angelo Rossi quando ha capito che si trattava dell’anno giusto per la vittoria?
Sicuramente dopo le vittorie casalinghe contro Roma e Atalanta. A quel punto, con un vantaggio sulla seconda in classifica che aumentava sempre di più, solo il Napoli avrebbe potuto perdere lo scudetto.
Qual é il merito maggiore che attribuisce a Spalletti? Più un fine tattico o un sensibile psicologo?
E’ un maestro di calcio e questo non si discute, altrimenti non sarebbe arrivato sulla panchina della Nazionale. Il merito maggiore è stato quello di aver creato un rapporto viscerale, unico tra squadra e città.
A mio parere il centrocampo del Napoli é stato formidabile per eterogeneità di carrieristiche e pregi, é d’accordo?
Il centrocampo è stato considerato il più forte del campionato e ha grandi meriti nella vittoria, anche perché i suoi interpreti hanno reso al massimo quasi sempre.
Crede che questo scudetto abbia il profumo della rivincita, non solo sportiva, ma anche sociale?
La rivincita sociale è un luogo comune. Credo che sia invece il frutto della programmazione societaria e della maturazione tecnica della squadra.
C’è un giocatore che più l’ha stupita per rendimento ed importanza all’interno della squadra?
Sono in parecchi ad aver fatto la differenza. Nell’ordine metto Osimhen, Di Lorenzo, Kvara, Lobotka e Anguissa.
A suo parere ci sono i presupposti per aprire un ciclo di vittorie, tenuto conto anche della nuova guida tecnica?
La mini rivoluzione tecnica con gli addii di pedine fondamentali come Spalletti e Giuntoli, incoraggia poco un discorso del genere. Il Napoli resterà competitivo ma non ripeterà la cavalcata della passata stagione.
Tornando al tifoso Angelo Rossi, come vorrebbe che venisse ricordato questo scudetto negli anni a venire?
La mini rivoluzione tecnica con gli addii di pedine fondamentali come Spalletti e Giuntoli, incoraggia poco un discorso del genere. Il Napoli resterà competitivo ma non ripeterà la cavalcata della passata stagione.
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