Angelo Rossi ripercorre la straordinaria cavalcata del Napoli culminata con il terzo scudetto della sua squadra, in un ideale diario di bordo che considera i fatti di campo alle reazioni di una città che vive in perfetta simbiosi con la sua squadra.
Pagina dopo pagina si respira la grande passione dei tifosi partenopei ed il modo viscerale di vivere tutto quanto riguarda l’amata squadra, con l’autore che si schiera con loro, non eccedendo però in inutili iperboli, ma descrivendo e cercando di dare conto di una festa che ancora non ha smesso di essere celebrata.
L’autore dimostra grande attenzione nei fatti di campo, mettendo in luce quali siano stati i punti di forza della squadra, partendo dai dubbi della vigilia circa le illustri partenze ed evidenziando come il nuovo progetto di Spalletti si sia evoluto, conoscendo di fatto solo vittorie ed ottenendo elogi un po’ dappertutto. All’interno di un meccanismo che ha funzionata alla perfezione vengono indentificati i singoli meccanismi che l’hanno composto, passando da Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia per arrivare a protagonisti essenziali come il capitano Giovanni Di Lorenzo o il metronomo Stanislav Lobotka. La valenza di ogni giocatore, anche secondario in apparenza, viene resa da Rossi con belle e sentite descrizioni.
Nel preciso resoconto trovano spazio gli apici assoluti identificabili nelle vittorie contro le “grandi”, in particolare la doppia vittoria con la Juventus che vengono considerate quasi una soddisfazione a sé nell’ambito di una stagione particolarmente vincente. Rossi stesso dedicata molto spazio al divario creatosi con le altre pretendenti allo scudetto, sia per dare contezza del ritmo incredibile del Napoli di Spalletti e sia per pervadere la narrazione di quel clima di sfottò che si mantiene in una dimensione sana e spontanea.
In un certo senso ci accompagna per le vie di Napoli rendendoci partecipi della grande attesa e della conseguente grande festa insegnate dalle città, mantenendo il tono del tifoso che riesce ad analizzare sia compiutamente che passionalmente una vittoria appunto tanto attesa quanto meritata. Segnalo solamente un po’ di vittimismo nell’analisi dell’eliminazione dalla Champions League, imputata quasi totalmente da Rossi agli errori dei due arbitri nella doppia sfida con il Milan.
Il tifoso del Napoli non può che trovare l’opera interessante in quanto sembra indentificare le fasi salienti di una marcia trionfale esaltandone protagonisti e passaggi significativi, venendo di fatto travolto da una narrazione tambureggiante. Chi no tifa Napoli credo possa trovare il libro riepilogativo di una grande impresa sportiva, venendo comunque coinvolto da una passione il più possibile spontanea. Da segnalare le belle foto a corredo, alcune delle quali anche molto divertenti e che la dicono lunga sull’ironia spontanea di una tifoseria che definire appare riduttivo definire appassionata.
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